Lo scorso 19 ottobre il sindaco di Roma ha emanato un’ordinanza per varare misure urgenti per contrastare il fenomeno della cosiddetta “malamovida”. In base a questo provvedimento è stata disposta la chiusura degli esercizi di vicinato del settore alimentare e di quello misto nei giorni di venerdì, sabato e domenica, dalle ore 22 alle ore 5 del mattino seguente. L’ordinanza si estende a numerosi Municipi della città, individuati in base alla presenza sul proprio territorio di piazze o interi quartieri, dove i giovani sono soliti incontrarsi e trattenersi fino a tarda notte. Con ogni evidenza si tratta di un provvedimento volto ad impedire la libera vendita di alcolici, il cui consumo per strada è causa di disagio per i residenti oltre che fonte di eccessi nel consumo, che portano molto spesso a conseguenze drammatiche. Rimane come ovvio la possibilità della mescita presso quegli esercizi pubblici attrezzati per il consumo all’interno del locale con tavoli o quant’altro.
Si tratta di un primo passo, adottato in via sperimentale per il periodo che si estende fino al termine delle feste natalizie, che però è significativo della volontà di Roma Capitale di adeguare la propria legislazione al progetto politico contenuto nel Decreto Legislativo del 2017 in materia di sicurezza delle città.
E’ interessante anche analizzare il bilancio dei controlli effettuati dalla Polizia di Roma Capitale nel primo weekend di applicazione della normativa. Sono infatti stati sanzionati quasi 50 minimarket perché aperti oltre l’orario consentito e comminate 117 multe alle attività commerciali, dal punto di vista amministrativo. Numerosi sono stati anche gli interventi nelle piazze, con sanzioni per schiamazzi e disturbo della quiete pubblica e importantissimi anche i controlli relativi alla sicurezza stradale, con oltre mille violazioni al codice della strada.
Fin qui la notizia ma quello che, come associazione che si batte per il contrasto alle dipendenze da alcol, ci sta più a cuore è la possibilità che questo tipo di interventi aiuti a limitare o comunque a rendere più difficoltoso il consumo di alcol tra i giovani, in quelle che sono oramai tristemente conosciute come le serate più a rischio di incidenti stradali mortali
E’ evidente che gli interessi toccati da questa ordinanza sono numerosi e a volte contrastanti: si tratta di contemperare le esigenze di residenti e commercianti, tenendo comunque presenti le libertà individuali, ma in un quadro di rispetto della sicurezza e del decoro urbano e della salvaguardia di giovani vite
La speranza è che da iniziative come questa si possa sviluppare un dibattito pubblico che porti a un confronto più generale sulle misure adottate (o non adottate) da tutte le più grandi realtà urbane del Paese.

