Da pochi giorni è stato pubblicato un interessante Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità della zona europea sulla questione delle etichettature dei proddotti alcolici. Il rapporto, che troverete a questo link https://www.who.int/europe/publications/i/item/9789289061681 si basa sull’impressionante dato dei circa 800.000 decessi l’anno causati dall’alcol nella sola Europa e dal fatto che la maggiore causa di essi sia il cancro.
Il rapporto contiene uno studio dal quale emerge come solo il 15% degli intervistati sia a conoscenza dello stretto legame tra consumo di alcol e cancro al seno e solo il 39% sappia dello stesso legame con il cancro del colon. Da qui la richiesta di modificare le etichette dei prodotti alcolici, come forma di difesa del diritto alla salute e, allo stesso tempo, come stimolo ad una scelta consapevole da parte dei consumatori.
I produttori di alcolici già oggi forniscono in etichetta delle informazioni alle quali si può accedere attraverso la scansione di un QR Code ma, come è normale che sia, la ricerca ha evidenziato che solo lo 0,26 % dei consumatori si è preso finora la briga di andarlo a leggere.
Quello che si chiede, quindi, è una diversa normativa che renda obbligatorie delle indicazioni ben visibili sui rischi per la salute, non diversamente da quanto già avviene per il consumo di tabacco. Oggi purtroppo questo è lasciato alla singola iniziativa dei diversi Paesi, anche se qualcosa inizia a muoversi: l’Irlanda infatti sarà il primo Paese europeo (e il secondo al mondo dopo la Corea del Sud) a rendere obbligatoria la visibilità delle avvertenze, a partire dal 2026.

